telegram in russia

Ormai è passato un mese da quando il tribunale distrettuale di Tagansky, a Mosca ha dato un verdetto che autorizzava le autorità, in questo caso Roskomnadzorad, a bloccare Telegram in Russia. Ad oggi, questo verdetto, pare essere messo molto in dubbio sulla sua validità e la sua esecuzione immediata.

Quindi ad un mese di distanza, mentre Roskomnadzor sta ancora provando di chiudere tutto l’Internet sul territorio della federazione russa pur di scovare tutti i servizi collegati a Telegram o che danno la possibilità di aggirare il blocco, qualcuno ha deciso di intervistare alcuni super ragazzi che in quest’ultimo periodo hanno analizzato molto da vicino la situazione.

telegram-russiaDa questa intervista, rivolta a 4 realtà ben distinte tra di loro e non collegate, se non per un unico scopo finale, cioè quello di offrire delle statistiche. Bene queste comunità, progetti o vedete voi come chiamarli,  in questi ultimi 30 giorni hanno analizzato con molta più attenzione quello che è successo sul territorio della federazione russa per quello che rigurdava ovviamente il blocco e l’utilizzo di Telegram. Questi 4 progetti, che hanno collaborato a questa statistica generale sono: TGMarketing, Crosser Bot, TGInfo e Telegram Analytics.

Dal loro lavoro, esce fuori questo grafico molto interessante e sfortunatamente scritto in russo:

telegram un mese dopo il blocco in russia

Da questo grafico, si evince che ad un mese dal blocco di Telegram sul territorio della federazione russa c’è stato un calo del -15% nel numero medio di visualizzazioni al giorno.

Su un campione di 2.8 milioni di persone, si è notato un calo di soli 7 punti percentuali. Questo dato e il campione preso in considerazione, si riferisce quei utenti che erano attivi nell’ultima settimana prima e dopo il blocco.

Il team di Crosser Bot ha analizzato e guardato dati sui canali stranieri, dove la perdita naturale di visualizzazioni è di circa 5 punti percentuali. Perdita causata anche dal periodo di feste in Russia.

Secondo noi il dato più rilevante è questo -2%, perché questo è il numero medio di messaggi in meno inviato quotidianamente  e riguarda l’intervallo che va dal 19 Aprile al 14 Maggio. Allo stesso tempo questo -2% rappresentata il reale calo dell’attività degli utenti sul territorio della federazione russa.

Questo report si conclude con quello che è il dato dei danni creato dal blocco, secondo la testa Medusa le perdite ad oggi sono intorno ai 117 milioni di rubli, ma altri dati ci dicono che questo blocco ha portato un danno di oltre 1 miliardo di dollari. In questo caso non sappiamo chi ha ragione e chi ha torto, questo perché la verità sempre in mezzo e non vogliamo sbilanciarci, ma affidarci al numero indicato in questo report. Quello che possiamo dirvi è che si i danni economici ci sono e in alcuni casi sono stati molto duri.

Conclusione

La cosa bella di tutto questo discorso e di tutti questi numeri, è che effettivamente Roskomnadzor ha solo rotto le scatole alle grosse aziende che operano in Russia, impedendo loro di svolgere e anche di offrire i servizi per cui i clienti hanno pagato. Vedi il caso di PlayStation oppure di quei scienziati che non hanno più avuto le risorse tecnologiche offerte da Google, Amazon e altri provider di hosting.

L’altra cosa divertente, è che in questo calo di circa -15% di attività su Telegram ci si mette di mezzo il periodo delle vacanze di maggio. Insomma periodo dell’anno dove un pochino tutti di norma notano un calo delle attività e del traffico sulle proprie piattaforme.

Insomma hanno fatto più danni le vacanze di maggio che non Roskomnadzor. Sempre parlando di loro, a quanto pare il signor Alexander Zharov, sostanzialmente il campo in persona, mentre da una parte attacca in modo spietato Telegram dall’altra risulta molto attivo su questa piattaforma ed insieme ad altri funzionari non esitano a fare propaganda direttamente via Telegram.

Mentre Dmitry Peskov, Vice Capo di Stato Maggiore dell’Amministrazione presidenziale della Russia – Segretario stampa presidenziale, per poterlo contattare e per poterlo intervistare ci si deve affidare a ICQ.

Adesso la palla passa a voi, diteci la vostra nei commenti qui sotto. Poi come al solito, vi aspettiamo sul nostro canale ufficiale su Telegram, ma anche nel supergruppo InsideTelegramLab e nel canale InsiDevCode.

Un mese dopo il blocco in Russia di Telegram
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